Lucera. I Mosaici di San Giusto: 1.400 anni di arte e storia

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I mosaici di San Giusto, un capolavoro che rappresenta oltre 1.400 anni di arte e di storia.I mosaici di San Giusto, un capolavoro che rappresenta oltre 1.400 anni di arte e di storia. Un reperto che qualifica il patrimonio culturale pugliese e italiano. rinvenuti nel febbraio del 1995, durante i lavori di completamento della diga sul torrente Celone in località S. Giusto (Lucera – Fg), all’interno di una villa rustica tardo imperiale.

L’edificio era, a sua volta, parte di un interessante complesso paleocristiano databile fra IV e VI sec. d.C., rimasto inalterato fino alla metà del VI sec. quando un incendio provocò il crollo del tetto di una delle due chiese.

La datazione dei “mosaici di S. Giusto” li colloca fra la fine del V sec. e gli inizi del VI sec. d.C.

Questi rappresenterebbero un punto d’incontro fra le tendenze adriatico-egee e quelle ravennati-africane.

I mosaici geometrici policromi erano parte della pavimentazione della chiesa danneggiata e occupavano buona parte della superficie dell’edificio.Quelli delle due navate laterali rappresentano tappeti con disegni geometrici continui, mentre quelli relativi ai 14 intercolumni sono costituti da motivi decorativi che si alternano.

Più complessa è la decorazione della navata centrale, in cui meglio si percepiscono le differenziazioni funzionali degli spazi: uno pseudo emblema con motivo decorativo centrale costituito da una croce greca all’interno di uno scudo circolare occupa parte del vano presbiterale, enfatizzandone la centralità sia spaziale che liturgica.

Quattro tappeti completano la pavimentazione fra presbiterio e navate lateriali; lo spazio quadrangolare che sia apre davanti all’ingresso principale della navata centrale è organizzato in un unico grande tappeto musivo con una serie di cerchi che formano ottagoni, esagoni, quadrilateri e triangoli a lati concavi.

Il sito espositivo

La ricomposizione ed esposizione dei pavimenti musivi è nell’area circostante l’ex Convento del SS. Salvatore, che ospita la biblioteca “R. Bonghi” e la Pinacoteca comunale ed è prossima alla Villa comunale.I mosaici sono collocati all’interno di uno spazio espositivo, una sorta di teca in materiale leggero e trasparente, montata su una piattaforma che ha le dimensioni planimetriche della Chiesa in cui erano in origine e ha una copertura di altezza coerente con il contesto storico architettonico.

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